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Tearless

Prologo

2 min di lettura

Il ragazzo era in una stradina deserta. Non ricordava come ci fosse arrivato. Camminava, senza sapere dove andare. Era felice, senza comprenderne il motivo. Una parte di lui sapeva che quello che stava facendo era inutile. Non c'erano possibilità di rivederla. Eppure si sentì costretto a continuare a camminare, spinto da una forza che non conosceva.


Una luce azzurra proveniva dal suolo e illuminava le mattonelle. I palazzi intorno a lui avevano contorni confusi. Pioveva ma lui non si bagnava. Guardava le gocce cadere a terra, senza riuscire a toccarle.


Alla fine della strada scorse una figura femminile. Attorno a lei i contorni delle cose erano ben definiti, e la pioggia era già cessata. Doveva esserci molto calore in quel punto, il ragazzo lo percepiva anche da lontano.

La ragazza si voltò. Lui la riconobbe. Non seppe dire se si sentiva felice.


D'un tratto ebbe l'impressione di non essersi mai separato da lei. Capì che le persone a cui si era affidato avevano avuto successo.


La ragazza corse verso di lui. Tutto ciò che c'era intorno a lei si dissolveva, ad ogni suo passo.

Un istante dopo sentì che la stava abbracciando. Non poteva vederla in viso, ma poteva toccarla. Ed era sufficiente.


Poco lontano, due figure erano nascoste nell'ombra, e li osservavano. Quando arrivò il momento dell'abbraccio, una delle due esultò.


«È fatta. Questa volta ha funzionato.»


«Aspettiamo a parlare, Jurgen.» rispose Ambra. «Non mi piace illudermi di aver già finito. Sei collegato con loro?»


Jurgen annuì.


La coppia si era sciolta dall'abbraccio. Stavano parlando.


«Cosa dicono?»


«Promette bene.» rispose lui. «Aspettiamo ancora un momento.»


Trascorsero parecchi minuti, e i due parlavano soltanto. Il terreno sotto i loro piedi si faceva ogni secondo più buio.


«Il livello sta cedendo.» notò Ambra. «Non abbiamo più tempo.»


«Dammi ancora un momento.» insistette Jurgen. «Possono riuscirci.»


Un istante dopo, il ragazzo e la ragazza si baciarono.


«Ce l'hanno fatta. Te l'avevo detto.»


Jurgen si guardò le mani. Sulla sua pelle apparvero delle venature rosse, calde e luminose, che si ramificarono ovunque sul suo corpo. Chiuse gli occhi e sorrise, come se stesse assaporando una sensazione magnifica. Ambra lo guardò affascinata.


«Descrivimelo.» gli chiese. «Cosa senti?»


«Calore.» rispose lui senza aprire gli occhi. «Brividi, passione, desiderio, amore. C'è tutto. Sono perfetti.»


«Ottimo. Allora possiamo andarcene.»


«Aspetta. Non lo vuoi assaporare?» le chiese lui porgendole una mano. Le venature si erano diffuse al punto che la sua mano sembrava fatta di metallo fuso, come il resto del suo corpo.


Ambra annuì. Gli prese la mano e si strinse al suo petto. Un'ondata di piacere la travolse. Il suo corpo divenne incandescente. Sentì ogni cellula del suo corpo vibrare.


«Wow. È fantastica.» sussurrò.


«Un mio regalo per te.» disse Jurgen. «Ti amo.»


«Ti amo anch'io.»


Jurgen e Ambra si baciarono. Lui la strinse più forte. I loro corpi erano diventati una cosa sola. Si dimenticarono perfino della giovane coppia.


Non si accorsero che erano spariti.


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