Una serata al mare parte 2
di Lara Stella
5 min di lettura
Finiamo di bere e chiacchierare.
La musica si sta facendo alta e la serata sta per entrare nel vivo.
Eléna si stanca di stare seduta, così si alza di scatto e senza darmi tempo per pensare mi trascina in pista.
Vedo gli occhi dei due ragazzi guardarmi con invidia, hanno aspettato tutta la sera che lei scegliesse uno dei due, e lei di fronte a loro aveva scelto me.
Cominciamo a ballare in mezzo alla pista, non sono molto brava, ma mi lascio guidare dal ritmo.
Siamo complici, ridiamo e ci divertiamo, è questo l'importante.
Quando i due ragazzi finalmente ci raggiungono al centro della pista io e Elèna ci scambiamo uno sguardo complice.
Cominciamo a strusciarci l'una all'altra, lei mi fa da palo, ed io ondeggio su di lei, e viceversa fa lei appena ho finito, Andrea e Stefano stanno andando fuori di testa guardando la nostra sensualità, provano a mettersi in mezzo, ma invano, è come se per la prima volta in tutta la pista mi interessasse solo di lei, e lei di me, ci guardiamo complici, abbiamo entrambe voglia di fare qualcosa, ma il nostro pudore ce lo impedisce.
Usciamo dalla pista dirette verso la battigia, mi prende per mano, ci prendiamo sempre per mano, ma questa volta il nostro contatto scotta, è elettrico.
I due poveri ragazzi ci seguono.
Abbiamo stravolto i loro piani.
Percorriamo tutto il pontile fino agli scogli, dove c'è una piccola piattaforma, dove di giorno io e Elèna prendiamo spesso il sole.
Ci guardiamo, ci capiamo al volo.
ci togliamo le scarpe, ci sfiliamo i vestiti davanti agli occhi increduli dei due maschietti, siamo elettriche, siamo fatte, non so se sia il cocktail, o noi, o entrambe le cose, ma stasera siamo decise a superare tutti i limiti.
Rimaniamo in intimo, l'aria è calda e l'acqua dopo una giornata di sole lo deve essere altrettanto.
Prendiamo la rincorsa e ci tuffiamo senza pensieri.
<allora pappemolle? non venite a farci compagnia?> li provochiamo
<mah, non mi sembra il caso> risponde Stefano, certo, noi abbiamo un vestitino, loro camicia e jeans, non proprio pratici.
<peccato> rispondo io ormai gasatissima < vorrà dire che dovremo divertirci da sole> e senza lasciare neanche il tempo di rispondermi mi tuffo tra le labbra di Elèna che ricambia senza pensieri.
Continuiamo a baciarci, quando sentiamo il rumore del loro tuffo nell'acqua, ci hanno raggiunti.
<si, ma sempre questi baci, fateci vedere qualcosa di più> Stefano si piazza dietro Elèna, Andrea dietro di me.
Lei mi prende il viso tra le mani e ricomincia a baciarmi, attraverso il bacio tutto sembra più facile, sento le sue mani scendere sui miei seni, li palpa, li accarezza, mentre dietro di me il cazzo di Andrea spinge sulla mia schiena.
Faccio altrettanto, la tocco, la accarezzo, insinuo le mie mani dentro il suo reggiseno, stringendole leggermente i capezzoli.
Io penso a lei e lei pensa a me, ma non siamo sole e me ne ricordo quando sento le mani di Andrea accarezzarmi il sedere e da li cercare di esplorare.
cazzo! non le voglio le sue mani li, ma non posso tirarmi indietro dopo tutto questo teatrino che abbiamo messo su.
Afferro una mano di Elèna e la spingo a scendere su di me, lei non si tira indietro giocando con il bordo delle mie mutandine.
Lei è più eccitata di me e desidera altrettanto.
Gioco a fare il suo specchio e lei ci stà, ci mordiamo vogliose le labbra, ormai esistiamo solo io e lei, gli uomini sono solo da contorno.
Mi palpa vogliosamente, ed io ricambio, sfiora con un dito la mia intimità, ed io faccio lo stesso.
Vorrei fare di più, ma non so cosa, e poi siamo scomodissime qui in piedi in mezzo all'acqua.
<usciamo?> mi dice leggendomi un po' nella mente.
Annuisco, e sfuggiamo di corsa dalle grinfie dei due uomini, lasciandoli come sempre indietro.
Ci buttiamo su di un lettino rimasto aperto tra gli ombrelloni chiusi, non c'è nessuno qui e anche se passassero non si fermerebbero a guardarci.
Io voglio lei e lei vuole me, si, ma non so che cosa posso fare.
Ci sdraiamo e ricominciamo a baciarci, a toccarci, le sue labbra bagnate dal sale sono ancora più saporite, le nostre pelli a contatto si asciugano l'una sull'altra, godiamo l'una della presenza dell'altra, anche se non stiamo facendo poi molto.
I due uomini non ci stanno da parte, prendono due lettini e si attaccano a noi, è Stefano questa volta a baciarmi il collo e a provarci, perchè vedo Andrea fare capolino da dietro Elèna.
Sono eccitata e non mi importa più nulla, allungo una mano dietro, mentre con l'altra continuo ad accarezzare l'intimità della mia amica.
Toccare un uomo è facile, il cazzo è fatto per essere accarezzato, ma con una donna non saprei proprio dove cominciare.
Siamo intrecciati gli uni con gli altri, non capisco più chi mi stia toccando e chi no.
So solo che ho entrambe le mani umide, e non perchè sono appena uscita dall'acqua, ma perchè una sta segando il mio povero amico e l'altra sta esplorando tra le gambe bagnate di Elèna.
La sento muovere le dita su di me, mi solletica, mi tocca il clitoride ed io sto già impazzendo.
Andrea ci prova, si toglie da dietro di lei e tenta di farsi fare un pompino, ma Elèna non si stacca dalle mie labbra, anche Stefano fugge dalle mie mani per tentar più fortuna.
Si posizionano davanti a noi porgendoci i loro piccoli cazzi, come se fossero la cosa più bella che potessimo prendere, ma la cosa più bella in questo momento è lei, e i nostri gemiti che si mischiano nelle nostre labbra.
Ma gli uomini sono così, egoisti di natura, quindi si insinuano entrambi tra le nostre bocche, finchè non acconsentiamo a renderli partecipi.
La loro voglia è già giunta al limite e dopo poco, almeno hanno la decenza di venire lontano dalle nostre labbra, sfogandosi sulla sabbia bagnata.
<Sò, dobbiamo tornare a casa > dice la sua vocina dolce.
Cazzo che palle!
so che quando saremo tornate a casa questa serata sarà davvero finita, e che domani tutto tornerà normale, io e lei saremo le solite amiche, con una serata pazza in comune, ma torneremo quelle di sempre.
Non posso ribellarmi al suo coprifuoco, anche perchè guida lei.
<beh, andiamo... grazie per la serata> dico un po troppo sarcasticamente ai due, tanto gli stavo sul cazzo anche prima, almeno adesso sanno che è reciproco.
Mi rivesto, mi sistemo, metto il casco e salgo dietro di lei, questo abbraccio mentre partiamo è l'ultima cosa che mi rimarrà questa sera, la annuso per imprimere bene il ricordo, anche se penso che non se ne andrà mai veramente.
continua???