Un Matrimonio Extraterrestre
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Un Matrimonio Extraterrestre
Er giorno der mio matrimonio , arrivò senza fanfare militari né incontri insoliti, in molti non sapevano nulla di cosa mi stesse accadendo. Di come avessi conosciuta la mia futura sposa , grazie ad una chatgpt matrimoniale . Il mondo andava avanti anche senza di me . Potevo udire dalla mia stanza , solo er ronzio basso der porto orbitale e vedere ‘na distesa de stelle che parevano lampadine appese ar soffitto dell’universo.
Io stavo lì, co’ er vestito attillato addosso , prestatomi dall’’ambasciata terrestre, rigido come una tuta spaziale nova. Me grattavo er collo e guardavo la Terra lontana, mi sembrava ‘na biglia azzurra sospesa nel buio del cosmo .
«Aho… ma davvero sto pe’ sposamme ‘n’extraterrestre?» mormorai tra me . Speriamo de fa la cosa giusta. Non vorrei finire in padella che ne sai come la pensano questi della costellazione del cygnus .Prima ti sposano e poi te friggono. Cosi mi ha detto un mio amico di Tor Pignattara via chat.
Er vecchio prete orbitale metà uomo, metà macchina dove m’ero recato per presentare i documenti richiesti per il matrimonio , nel vedermi fece scattà ‘na valvola nel petto dove era posata una croce digitale .
«Statisticamente insolito, ma romanticamente significativo.» Disse , frase che non capi cosa volesse significare con il mio matrimonio.
E poi arrivò lei.
Lyra.
Nun camminava proprio… scivolava nell’aria come se la gravità fosse solo un appiglio . La pelle cangiava tra l’argento e er blu scuro, come er cielo prima d’un temporale. Gli occhi… oh, gli occhi. Erano due galassie vive.
E io, povero romano de Tor Pignattara, nel vederla , me sentii piccolo come ‘na vite persa in mezzo ar cosmo.
«Aho…» gli dissi piano all’orecchio . «Sei bellissima.»
Lei sorrise co’ quella bocca piena de luce.
«Nel mio pianeta…l’amore è melodia , cosi questo momento, si canta.»
«Ah sì?»
«Sì. È il modo con cui due vite s’accordano all’universo.»
E allora ,nel toccare Lyra improvvisamente senti nascere in me una musica divina .
Nun nasceva dal mio essere . Ma dalle stelle intorno a me .
Fu incredibile . Le antenne della stazione captavano le mie emozioni e le trasformarono in suono. ‘Na musica cosmica, distorta, potente. Rock stellare puro.
La melodia delle nebulose mi prese e mi trascino in fondo ad un universo sconosciuto.
Poi cominciai a ridere.
«Aho! Ma questo è er matrimonio più rock dell’universo!»
Lyra prese la mia mano.
La sua pelle era calda. Viva. E pulsava come se dentro scorresse una forza liquida.
«Marco,» disse piano, «tu sei fatto di terra e tempo breve.»
«Eh… purtroppo sì.»
«Io sono fatta di stelle e millenni.»
«E allora?»
Lei mi strinse le dita.
«Allora oggi mischiamo le due cose.»
Er prete-androide fluttuò davanti a noi.
«Procedura di unione interspecie attivata.»
Le stelle attorno alla stazione orbitale cominciarono a vibrare più forte nella musica.
Suoni cosmici. Melodie di meteoriti. Il ritmo… era il battito delle stelle.
«Marco Rossi della Terra,» disse la voce metallica, «accetti Lyra della Nube di Cygnus come compagna di viaggio attraverso spazio, tempo e probabilità quantistiche?»
Io guardai Lyra.
E dentro me sentii ‘na cosa strana , vibrare forte come un diapason . Come se tutta Roma, tutta la Terra, tutte le notti passate a guardà er cielo stessero lì a spingemme de dire si.
Sorrisi.
«Aho… certo che sì.»
Il prete galattico , si girò verso de lei.
«Lyra di Cygnus, accetti questo rompiscatole terrestre , fragile e temporaneo come tuo sposo?»
Lei rise. E la sua risata accese tre costellazioni.
«Sì.»
Poi me guardò negli occhi e disse piano:
«Perché , voi umani siete intelligenti… e sapete amare.»
Er prete alzò le braccia metalliche.
«Allora per il potere conferitomi dal Consiglio spirituale Interstellare… vi dichiaro , nuovo sistema binario.»
BOOOM.
Fuochi d’artificio di supernove lontane illuminarono ogni cosa, ed ogni angolo dell’universo circostante.
Io la baciai.
E giurai su tutte le birre de Trastevere…in quel momento l’universo emise un lungo suono rock.
E mentre la musica cosmica cresceva, le dissi nell’orecchio:
«Aho Lyra…»
«Sì, amore.»
«Ma per er viaggio de nozze… che famo?»
Lei indicò la galassia davanti a noi.
«Pensavo di mostrarti l’universo.»
Io fischiai.
«Ammazza… mica male come luna de miele.»
All’alba dopo una lunga notte d’amore passata in una stanza d’albergo galattico affacciati su un mare di stelle , partimmo. Due creature differenti come noi , sposate grazie ad una chatgpt attraversammo ’ l’universo che creava nel viaggio intrapreso una nuova dimensione matrimoniale.