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Tacite intese

Tacite intese

1 min di lettura

mi sento inchiodato

a un vecchio medioevo

il biglietto ferroviario

è il mio avverbio temporale

ruoto il polso per

estinguere la specie

l’architettura mi strofina

come un ago da clessidra

nelle garze della pelle

gli estrattori hanno

ragni a nutrimento

vite rimediate

malinconia di luce

un giorno come un altro

e un dismesso frigidario.

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