Tacite intese
di Jean-Jacques
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mi sento inchiodato
a un vecchio medioevo
il biglietto ferroviario
è il mio avverbio temporale
ruoto il polso per
estinguere la specie
l’architettura mi strofina
come un ago da clessidra
nelle garze della pelle
gli estrattori hanno
ragni a nutrimento
vite rimediate
malinconia di luce
un giorno come un altro
e un dismesso frigidario.