La bambina lasciata sul balcone ...e la strampalata orchestra dei soccorritori a molla!
La bambina lasciata sul balcone ...e la strampalata orchestra dei soccorritori a molla!
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C'era una volta una bambina di nome Matilde, che aveva sei anni, due bellissime trecce di capelli nero corvino e due occhi grandi e curiosi, sempre a caccia di dettagli invisibili agli altri.
Un pomeriggio, Matilde decise di uscire sul balcone per fare un gioco importantissimo: contare le formiche che facevano ginnastica tra i vasi di fiori. Ma proprio in quel momento, la sua mamma, distratta dai mille impegni di casa e convinta che Matilde fosse al sicuro nella sua cameretta, si avvicinò alla finestra... e ZAC!, tirò giù la pesante persiana di legno, chiudendola ben bene per non far entrare il sole caldo.
La persiana era così spessa che copriva ogni rumore. Matilde si girò e si trovò davanti al buio del legno.
Bussò con le sue manine, ma la mamma, dall'altra parte della casa, non
poteva sentire nulla. Il balcone, d'un tratto, sembrava un'isola deserta in mezzo al mare.
Fortunatamente, in quel momento stavano passando sotto il palazzo due tizi dai mestieri decisamente buffi.
Il primo era il signor Arturo, di professione "Collaudatore ufficiale di materassi elastici". Indossava un paio di scarpe con le molle ed era sempre pronto a fare un salto.
Il secondo era il signor Gedeone, un "Inventore di gusti di gelato impossibili", che girava sempre con un carretto e quel giorno stava sperimentando il gusto Gorgonzola e Cioccolato Bianco.
I due stavano chiacchierando quando Arturo, facendo un piccolo balzo verso l'alto, guardò in su. I suoi grandi occhi videro la bambina. «Ma guarda lassù! C'è una piccola capitana bloccata sul balcone!», esclamò.
Gedeone si lisciò i baffi: «La persiana è sbarrata, la mamma non la vede. Dobbiamo assolutamente fare un gran baccano per avvertirla! Usiamo i nostri attrezzi da lavoro!».
I due tizi misero subito in piedi il piano più strampalato del quartiere.
Arturo si posizionò sotto il balcone e, grazie alle sue scarpe con le molle, cominciò a saltare altissimo, quasi arrivando a fare cucù a Matilde, mentre gridava: «In altoooo... OOOOP! Signora della persiana!».
Nel frattempo Gedeone prese i suoi coni gelato vuoti e iniziò a usarli come se fossero delle trombette, facendo un rumore buffissimo: PIRIPÌ! RARÀ!
Una vicina dal terzo piano, sentendo quel concerto di molle e trombette di cialda, si affacciò.
Capito il problema, prese un mestolo di legno e iniziò a batterlo su una pentola a ritmo di musica: CLANG, CLANG, CLANG! In pochi secondi, tutta la via si trasformò in un'orchestra di suoni gentili, tutti uniti per aiutare la bambina dagli occhi grandi.
Dentro casa, la mamma di Matilde si fermò, incuriosita. «Ma cos'è questo baccano
stravagante in strada?», pensò. Si avvicinò alla finestra, sollevò la persiana e... SBAM! Rimase a bocca aperta. Lì, sul balcone, c'era la sua Matilde che si sbellicava dalle risate, muovendo le sue trecce nere e salutando i due buffi salvatori.
La mamma spalancò la finestra e riabbracciò la sua bambina. «Oh, Matilde! Non mi ero accorta di averti chiusa fuori! Scusami!».
Matilde, ridendo a più non posso, indicò il basso con il dito: «Non preoccuparti mamma! Ho avuto i soccorritori più divertenti del mondo!».
Arturo fece un ultimo salto altissimo per salutare Matilde, e Gedeone le lanciò un bacio (e un cono gelato al volo!). Poi, felici di aver trasformato un piccolo errore in una grande festa di quartiere, si rimisero in cammino verso le loro bizzarre avventure.
Morale della favola
Per Matilde, una bambina dagli occhi grandi e dalle trecce nero corvino, una normale giornata si trasforma nell'avventura più rumorosa e divertente del quartiere!
Tra una persiana sbarrata, un collaudatore di materassi che salta fino al secondo piano e un inventore di gelati che usa i coni come trombette, scoprirai che a volte basta un po' di baccano e tanta gentilezza per trasformare un piccolo imprevisto in una grande festa.
Una storia magica, divertente e interamente basata su un fatto reale... ma con un tocco di, pazzia in più.