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L' ALBERO PIU'BELLO DEL MONDO

L'ALBERO DI NATALE

11 min di lettura

L’ALBERO DI NATALE PIU’ BELLO DEL MONDO

 

FIABA DI VITA E DI MORTE E DI ALTRE QUESTIONI ESISTENZIALI UMORISTICHE

 


Giorni freddi di dicembre con  l’avvicinarsi  delle feste natalizie come in ogni anno  il signor Alberto Natale  incominciò a girare negozi e mercatini per trovar gli oggetti più  adatti o  curiosi da mettere sull’albero che lui sognava di fare. Un albero magnifico, splendido , altissimo , luccicante nell’oscurità che si sarebbe dovuto  vedere fino ai confini del mondo. Comprò  in breve tempo ninnoli e palline mancanti per addobbare il suo  maestoso albero natalizio. Albero  che avrebbe dovuto far morire d’ invidia tutti il  vicinato.  Un albero  cosi grande come non sé ne era mai visto da molto tempo  era la sua intenzione di fare.  Una cosa da  fare  rimanere a bocca aperta ogni passante o chiunque  avrebbe messo piede nella sua umile casa .

Un albero bellissimo  , dai rami  lunghissimi  tesi verso l’esterno  , capaci di  uscire  fuori dalle  finestre, ricolmi di palline e stelline ,  ninnoli e campanellini.  Avrebbe fatto un grande albero ,ma non avrebbe fatto mai e poi mai il presepe.

 

Vi sembrerà strano questo suo comportamento , che non ha logica poiché l’albero affonda le sue radici nella terra , in  un mondo a volte crudele a volte  assai dolce.  Ogni  albero  nasce e cresce in noi con tutto quello che egli rappresenta , come il seme  della vita. Con lo scorrere del tempo, ogni cosa  si appresenta a finire o rinascere. L’immagine di un albero è l’immagine della nostra realtà fenomenologica,  incentrata sull’immaginare una possibilità di rinascita, una ricerca di felicita. Ma dato questo inspiegabile comportamento di Alberto , faceva presumere una possibilità di non essere felici  nell’instancabile  ricerca di una rinascita interiore.

La storia che vi  sto per raccontare  incomincia cosi.

“Il presepe non lo voglio fare non m’interessa. Anzi dirò di più io odio il presepe , si odio il suo rappresentare per sommi capi una realtà sociale iniqua e a delinquere .  Rappresentazione che  fa comodo solo alle classi dirigente ,schiaccia i sconosciuti, castra i cantanti, uccide la fantasia.   Non esiste  una possibilità di  essere  o desumere dall’incerto dire , un immagine che non  è immagine, ma un dato di fatto . La  storia sacra, cosi presentata s’unisce al più puro paganesimo. E questa realtà pastorale mi fa paura , la storia di erode mi mette i brividi  addosso.  Voglio fare , solo l’albero,  andava ripetendo Alberto a chiunque incontrasse  per strada o si trovasse a parlare nell’approssimarsi dei giorni dell’avvento . Lo ripeteva   giù al bar degli amici , dove andava a giocare a briscola . Lo ripeteva a se stesso.    

“Voglio comprare un albero enorme  addobbarlo come non mai . Fare un albero  meraviglioso pieno di luci, voglio fare  l’albero più bello di questo mondo.  Tutti dovranno dire,  quando lo vedranno e meraviglioso, bellissimo, “  Lo riempirò di tante luci .

Così  lo potranno vederlo rilucere da ogni luogo  del globo.  

Dal polo nord ,al polo sud, dall’equatore fino alla camera dei deputati.  Di presepi in vita mia ne ho fatti tanti . Ma quest’anno  faccio solo l’albero , alto cosi alto che dovrà toccare  il cielo.   Così potrò  arrampicarci sopra , scendere ,salire  portare doni a chi lo  desidera . Il mio albero unirà  il cielo alla terra  .  Sarà  simile ad un ponte congiungerà  ogni aldilà.   Così magari si potrà andare di là  a vedere come sé la passano ,salutare qualche   amico defunto ,una persona cara.  Lo farò pieno di luci intermittenti , con tanti  giochi di luci, dai svariati colori .

Spero sia   una buona idea .

Buoni si nasce ed io sono nato,  sotto un albero,

dentro   un pacco con il fiocco .

La sotto,  ho sorriso  la prima volta alla  vita .

Ho sorriso ai nonni alla  mamma ed al  papà.

L’albero è un  abuso.  

Tu strappi un albero dalla sua terra per addobbarlo con tante luci .

Poi s’appassirà e lo butterei in una discarica.

Io amo il mio albero, sono come lui , una vita per una vita .

Un albero  rappresenta, questo  faticoso vivere .

Un albero di natale , non può essere una evasione fiscale.

Perché mai .

Io  credo  alla magia del  natale .

Bada si  nasce  dentro una mangiatoia in un  qualsiasi presepe.

Si muore dentro  un  presepe.

La vita è storia ,  realtà ed il presepe è storia .

Oh quanti problemi . Basta io faccio l’albero tutto il resto non conta.

 

 

 

I giorni passarono.  Alberto  di notte nei suoi sogni incominciò ad avere strane visioni , ora  vedeva apparire nel suo vagare per mondi fantastici , un pastore con una pecora sulle spalle .

Venire  a bussare alla sua  porta di casa.

E nel dormiveglia gli diceva  “ la prego signor Alberto  fai il presepe  come faranno le mie pecorelle  a vivere .

Poverine  non potranno più brucare  la tenera erbetta , sopra i monti di marzapane , mangiare il dolce trifoglio dal sapore di biscotto.   Se non fai il presepe  come potrò  mungerle e portare il latte alla mangiatoia ,dove m’attende Maria. 

Come farò a   guarire la mia pecorella zoppa.

Non fare il cattivo,  Alberto ascolta il tuo cuore.

Rammenta se lo fai , verrai  con me in paradiso.

Ti porterò nell’ideale presepe,  sopra la mia capretta di nome Claretta. Ti faro correre nel vento che mite lambisce le fronde dei pini selvatici. Vedrai sarà bello, saremo felice, poiché la felicita mio caro, vive nell’atto puro in quella comprensione di sensi e impressioni.

 

 

 

Alberto nell’udire quei lamenti , si svegliava di colpo , correva a farsi  una camomilla e continuava a ripetersi :  Andate via non voglio ascoltare , non farò mai e poi mai il presepe. Quest’anno farò solo l’albero , ho deciso e ritornava a dormire. Ma una notte dopo che lui aveva passato,  tutto il giorno a decorare l’albero di mini luci. Di notte nel bel mezzo del suo dolce riposo   venne un fornaio e disse:  orsù fai il bravo Alberto. Perché non   fai  anche questo anno il  presepe . La gente ha fame,  i pellegrini , debbo mangiare , sono  stanchi del viaggio . Sé non fai la grotta del panettiere dove io cuocio il pane ,cosa mangeranno i pellegrini ed i viandanti.  Di li a poco sbucò anche la vecchina delle caldarroste e disse:   Io ho raccolto questo sacco di castagne , con le mie mani sopra un monte aspro , per la gioia dei passanti , li ho cotte sopra la legna del pino , dolci  caldarroste vendo per chiunque voglia assaporare lo scorrere del tempo dentro se stesso. In poco tempo vennero, tanti personaggi minori o maggiori  ed anche vari venditori ambulanti   si lamentarono nel dormire  d’ Alberto .

Ci togli il pane dalla bocca a nostri figli sé non fai il presepe come vivremo noi . Questa è una ingiustizia. Il presepe ci rappresenta.

Non fate chiasso abbiamo capito il presepe è importante

ma io devo dormire.

Tu non  puoi dormire,  poiché questa è  una protesta

Protestate pure , tanto io il presepe non lo faccio.

Guardate che stronzo .

Hai detto stronzo

Ho detto sogno o son desto

No hai detto stronzo.

Perché mi tormentate.

Perché il  presepe è vita.

La ci sono tanti pastori  , tutti felici di essere se stessi.

La pecorella fa Beeeh Beeeeh

La mucca fa Muuuu Muuuuuh

Ed il cane fa Bau bau, Bau

Ed io dico no , no, no. Andate via. Se no chiamo le guardie.

 

 

Alberto  a queste lamentele nel suo dormiveglia si svegliava di colpo e correva in cucina a bere un bicchiere d’acqua. Vogliono costringermi a fare il presepe. Ma io  non lo farò  mai e poi mai Quest’anno faccio solo l’albero . Fermo nella sua decisione. Capo tosta.  Durante  un pomeriggio freddo ,mentre seduto sulla sua poltrona di stoffa marrone, leggeva un libro nel suo salotto  sentì bussare alla porta . S’alzo ed andò ad aprire. Tutto ad un tratto  con sua somma meraviglia vide davanti a sé i tre magi senza cammelli 

Buongiorno gli dissero i tre magi .

Buongiorno rispose Alberto  ,cosa posso far per loro disse .

Lei è Alberto Natale

Si lo sono

Piacere Baldassare , Gaspare e Melchiorre. Siamo i re magi.

Si io sono la fata turchina

Ci somiglia molto. Piacere  siamo i tre magi

Va bene , cosa cercate qui , non ci sono sedie da aggiustare

Veramente noi siamo tre  magi  in cerca di Alberto

Io sono Alberto

Ci fa entrare

Patente è  libretto

Veramente siamo senza documenti

Questo è  una casa onesta

Non siamo cattolici

Io un tantino protestante

Non mi dire  , sei   divenuto musulmano

Avevo pensato di esserlo , ma dato che  quest’anno faccio solo l’albero , quindi sono un alberista.

Ecco,  volevamo parlare proprio di questa questione

Si ma voi chi siete ?

I tre magi

Che mi venga un colpo.   

Io mi chiamo Baldassarre , possiamo entrare,  vorremmo parlare con  te  d’una annosa questione. 

Va bene   entrate . Un caffè  ?

Si , grazie risponde Melchiorre con due cucchiaini di  zucchero  .

 A me piace molto dolce .

Facciamo presto,  poiché di tempo ne è  rimasto poco

Chi ha rubato il tempo

Non ho tempo per capire chi e stato . Andiamo avanti.

Si ma capire è importate

Tu  parti ?

Dove vado ?

Noi veniamo dalla Turchia

Io sono stato giù allo scantinato a prendere una stella filante.

Che  simpatico.

Ti darei un cazzotto in testa.

Tanto zucchero anche per me.

Baldassarre riprendendo il discorso interrotto.

Come sai , noi  siamo  degli  ambasciatori , veniamo da tanto lontano vorremmo dirti a nome di tutti i re magi riuniti di fare come ha sempre fatto  il presepe per il bene di tutti .  Lo sappiamo , non ha più fiducia nell’umanità .   Vorresti  fare solo l’albero ma  ci pensi  alle conseguenze del tuo atto scellerato , quante persone ne soffriranno ,   per non parlare della sacralità del fatto di per se intrinseco nella rappresentazione. Hai il coraggio di rifiutare una realtà che ha cambiato il corso della storia.

Dico questa è da denuncia penale.

Io , sono un libero cittadino

Tu sei  prima di tutto un figlio di Dio.

Io sono un uomo libero

Non voglio allungarmi , oltre quello che penso sarebbe scellerato.

Ecco  mi scivoli,  sulla buccia di banana

Io cado , però  ti  trascino insieme a me

Ci vedremo in ospedale

Meglio in tribunale

Tu  mi ferisci

Io t’ammonisco

Che scemenza

E una scemenza ritornare ad essere bambino , come lui .

Sentirsi innocenti  più buoni non credi.

 Alberto non è questo un buon messaggio?  

Non so che dirti, mi prendi di contropiede , non pensavo

di far  tanto  male , non facendo il presepe.

Poi guarda ,quanta strada ancora  ci tocca fare.

Abbiamo dovuto deviare , allungare la marcia di tre giorni per venire a casa tua , dopo aver saputo del tuo rifiuto  . Abbiamo con noi i regali  a chi mai li daremo questo nostri umili doni .

Ma  dai  quest’anno fai a noi  il più bel regalo mai fatto a noi.    

Fai il presepe.

Si , ma se lo sa il governatore .

Il governatore è impegnato a governare.

Farai felice tanta gente  ,prepara  il presepe

Ascolta il tuo animo   vedrà ne rimarrai contento  e quando giungerà l’epifania ci potremo rivedere, salutare ,scambiarci qualche regalino non trova? 

Non so , vedremo , non sono molto convinto , vedrò cosa posso fare adesso non prometto nulla , dovrò pensarci su .

Gaspare si fa  avanti , l’abbraccia Alberto  dice :

Il presepe è lo specchio della vita,   caro amico.

Pensaci  gli sussurra  nell’orecchio prima d’andarsene .

Arrivederci caro  ,pensaci , non fare  passare molto tempo

che Natale e assai vicino ,grida  Baldassarre. Andando via.

Non passò molto tempo , che sente di nuovo  bussare alla sua porta. S’alza  ed  apre . Sull’uscio di casa vede un signore dalla lunga barba bianca con un grosso cappello in testa, buongiorno gli dice  il vecchio .

Cercate qualcuno in particolare , risponde  Alberto  confuso.

Si disse il vecchio,  cerco il signor Alberto Natale .

Sono io come posso esserti   d’aiuto?

Prego, entra non rimanere  sull’uscio una tazza di the?

No , grazie preferisco un buon caffè,  un espresso  napoletano.

Dunque caro Alberto  vengo subito al sodo. Sono qui per capire perchè quest’anno ti ostini a non voler fare il presepe ,qualcuno ti ha fatto un torto,   ti ha mancato di rispetto  ?

Dimmi in quanto autorità natalizia posso provvedere a risolvere ogni cosa.

Mi sento confuso ,perseguitato   , da poco sono andati via

I tre magi . Ho provato a spiegare le mie personali ragioni.

Vedi non che io non voglio fare il presepe perché ho subito

un torto . Sento il bisogno di  cambiare, vorrei sentire queste feste in modo diverso.   

Solo l’albero cresce ,germoglia dà alla fine i suoi frutti .

Come si suole dire l’albero è l’origine della vita

vederlo ornato di palline colorate di regalini appesi

m’intenerisce assai, io solo questo vorrei  fare, nient’altro.

Comprendo ,  ma questo tua ostinazione,   purtroppo ha causato un sacco  di problemi  nelle paese dei balocchi  ed io ho dovuto scendere  fin  laggiù , scendere dalle cime dei monti innevati , mettermi il cappotto  pesante e venir a parlar con te di questa storia a quattrocchi .  Dopo che sono venuti a lamentarsi tutti i pastori, il vinaio, i soldati  perfino erode  che è un superbo di natura quando ha saputo  che tu non volevi fare il presepe ,pensa se  messo a gridare.  Per non parlare poi di Giuseppe che mi ha tanto commosso assai .  Ha detto che era colpa sua. Che non ispirava   più affetto, ed aveva il dubbio di non rappresentare  più l’esempio del buon padre di famiglia.

Alberto  per favore non arrechiamo , dispiacere a nessuno.

Fai il presepe t’aiuto io se hai pochi soldi ,

domani te li mando  tramite Gabriele, d’accordo ?

Va beh  come posso rifiutare una simile offerta.

Ma dimmi , chi sei  ?

Alberto  mio ,  non mi hai riconosciuto io sono Babbo Natale.

Perdonami sé non ti ho  riconosciuto , ti ricordavo più grasso.

Ho dovuto fare un po’ di dieta, invecchio anch’io ,cosa vuoi fare   me la consigliato  il mio medico , causa la pressione . Sai   le preoccupazioni etiche   e politiche,  lo stress dei preparativi , un po’ anche a dire il vero ,debbo riguardarmi la salute.

 Mi devi  scusare sé per qualche ragione ti ho mancato di rispetto .

 No ,ci mancherebbe , cosa dici , ti  perdono non aver paura  

in questi giorni dobbiamo essere tutti più buoni.

Allora , caro Alberto  mi raccomando, facciamo l’albero ed il presepe . Uniamoli in unica rappresentazione . Fantastica.

Una rappresentazione irreale come il sogno che stiamo facendo.

Come il natale che è giunto con tanti contagi.

Non è il dolore ha cambiare la vita che noi speriamo..

Ma la volontà di essere migliori.

Sei certo di tanto amore.

Non posso essere babbo natale e la befana al qual tempo.

Cerco a modo mio  di fare sorridere grandi e piccini.

E questo un buon passo.

Desiderare un domani migliore , libero da ogni male

ed ogni contagio .

Certo   attendiamo la nascita   ,seguendo la natura del nostro essere. Poi  diritti verso sera  ai piedi ,sotto un cielo   piena di stelle  Attendiamo con animo sereno , questo  evento  che ci ricorda come   in una misera grotta  sia venuto alla  luce l’innocenza ,  simbolo di vita nella presunta morte   , immagine di ciò che noi tutti chiamiamo o  definiamo  nient’altro che  amore.

 

 

 

 

 


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