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FIABA FILOSOFICA DI UN AUTOMOBILE

FIABA FILOSOFICA DI UN AUTOMOBILE

6 min di lettura

Oggi vi voglio raccontare di quando mi sono innamorato di auto di nome Marilù . Era ella , un auto a quattro posti tutta blu , liscia,  lucente che sapeva correre  come nessun altra auto  per le strade del mondo . Un auto,  cosi non si era mai vista , da quando l’uomo aveva inventato il cavallo , Una piccola  auto con una grossa antenna ,ondulante nel vento con cui  si poteva captare tutte le stazioni radio del paese. Quando uscì dal ventre della grande mamma fabbrica,  era cosi deliziosa che Toni il suo primo proprietario , la portò  in giro facendo morire d’invidia chiunque la vedesse . Il suo  clacson  era un  eco che risuonava nell’aria come un canto d’altri tempi ,  una macchina provvisto di un  motore alato  che la faceva  andare  sulle ali del vento , per strade lunghe ed inverosimile. Poiché un auto può essere , la nostra vita ed il senso che ella nasconde, conducendo  chi la conduce  a decantarla in una elegia di  ringraziamento al costruttore.  Composta di un insieme di fatti , fatta di sportelli , di vetri opachi, di tettucci apribili , dalle meravigliose e sensuali curve , capace di far girare la testa a chiunque la veda. Vi assicuro era una meraviglia nata dal peccato. L’auto   nascondeva in se il senso del viaggio senza fine  . Il  motore di quell’auto stupenda di nome Marilù era l’amore per il prossimo , era la voglia di avventura,  di andare a Kansas city con Pippo e Paperino . Era portare a spasso  la propria esistenza , la dura scorza dell’esistenza , affamata di sesso, il frutto di passioni represse , di essere non essere, e  non c’era  nulla che potesse  trattenere  il respiro , pensare che la bellezza è una macchina ,  la logica dei fatti che la compongono emersa  dalla sincronia dei sentimenti. Atti puri,  pezzi metallici  costruiti a tavolini , esami anatomici che circoscrivono il mezzo locomotore  di una società.

 

Marilù era un auto turbo  diesel , assai simpatica . Marilù sognava già nella pancia di mamma fabbrica di andare in africa , di andare in india , di conoscere il mondo, di partecipare come titolare di un marchio di fabbrica a delle gare automobilistiche di formule uno. E questo sogno l’accompagnò , durante la sua costruzione.  Ed un operaio la baciò a lavoro finito  sul vetro anteriore le sussurrò dolci parole d’amore. Comoda e veloce,  prototipo di gloriose macchine turbo diesel familiari. Marilù era la quintessenza dell’esperienza ingegneristica ed informatica era un archetipo che congiunge il nesso della storia con la speranza di potere un giorno arrivare dove si desidera .  Aveva due grandi fari ,  dolci un tantino malinconici che facevano tanta  tenerezza a guardarli e ispirava una passione per  il viaggiare in altre dimensioni ed in altri mondi in  generale.  Toni non nascose mai   il suo amore per Marilù ne tanto meno provò mai a separarsi dalla sua auto ,amica e fedele compagna di tanti viaggi e gite familiari.

 

 

Ma il  giorno in cui Marilù , improvvisamente incominciò  a tossire  a  rallentare  la marcia , Toni la dovete portare da un suo fidato  amico meccanico.  Fargli cambiare così un pezzo importarne ,quale il sistema d’iniezione del combustibile. E questo fu solo l’inizio, poiché Marilù  soffrì in seguito di molti problemi meccanici.  Il male di Marilù non era lei , ma il suo proprietario che non  aveva badato  tanto a curarla . Ed aveva  sottovalutato  il fatto che nulla si crea e nulla si distrugge,  ma tutto si trasforma.  E  correre  può essere una bella cosa , ma portare a spasso intere famiglie , comporta fare giri intorno alla citta , andare sulla luna , sostare  sui dolci promontori ad ammirare il tramonto del sole nel mare dei sogni. Ed una macchina come Marilù voleva essere amata e compresa , poiché non c’è compromesso nel mondo delle corse o  si amati oppure si e lasciarti al proprio destino.

 

Marilu parlami d’amore

Cosa devo dirti non so parlare

se mai ti canto una bella canzone

Ecco stringimi forte non farmi sentire più solo

Andiamo a Genova

Partiamo  amica mia

Ingrano  la marcia partiamo subito

Fatichi ad avviarti . Ma tu non stai bene

Un po’ il carburatore , che sarà mai

E se rimaniamo sull’autostrada

Chiamiamo il mio amico carro attrezzi

Hai sempre voglia di scherzare

Scherzare mi rende triste,  partire mi porta dove sogno di essere me stessa

Allora  ti porto subito dal meccanico

Va bene  che me frega sono bella e lo faccio con chi voglio

Sei una tipa tosta

Sono Marilù  quella che c’è la blu più blu di tutte

Tu , mi turbi, mi rendi un demone al volante

 

La vita di Marilù non è facile da narrare , ci sono cose che è difficile elencare come la vita anche un auto muore. E la morte  di un auto , nasconde in se un difetto di costruzione . Un anima , un amore da legare,  dietro il paraurti e portare a spasso per il paese. Un auto può essere, questo sogno d’amore che noi inseguiamo come un guarigione improvvisa . Una lunga storia da raccontare ai posteri a memoria di un connubio tra l’ uomo ed una macchina.

 

 

Per riportarla in sesto fù necessario dunque  portarla in una officina specializzata e lasciarla  lì un po’ di tempo per far sì che lei guarisse dai tanti mali causati dall’usura .

Marilù dopo diverse operazioni subite, sembrò ritornare forte e veloce come un tempo. Non gli sembrò vero a Toni che tutti giorni , dopo essere ritornato da lavoro,  l’andava a trovare in officina.  E vederla , smontata in tanti pezzi gli metteva  una profonda tristezza nell’animo  . Ma la bellezza di un auto è la lunga storia di una evoluzione filosofica , industriale che lega vari ingegni e vari operai specializzati per mano , lungo la catena di montaggio. Che conduce ad una religione sostanziale del dare e l’avere che tralascia l’essere per essere una storia vera.

 

 

 

Cosi un bel pomeriggio d’inizio novembre . Toni  ricevette la telefonata che poteva , andare a ritirare la sua compagna in officina. Toni non stava , nella pelle,  avrebbe voluto apparire in televisione dare notizie della sua gioia. Cosi  con tutta la sua famiglia l’ andò a ritirala personalmente organizzando , contemporaneamente un grande festa per il suo ritorno a casa.  Mai amore fu cosi grande che difficile descrivere con cura tutti i pezzi mancanti , aggiustati, sistemati, un mosaico di pezzi meccanici ed ingranaggi , avevano fatto di nuovo riavviare quello splendido motore decantato da tutti i poeti d’oriente e d’occidente.

 

 

Marilù commossa, quasi pianse dalla commozione , dopo essere stata accarezzata da mille mani e baciucchiata da mille e mille labbra di giovinotti innamorati di lei .   Elettrizzata , scorrazzò Toni e tutta la sua famiglia  in giro per la città ,  correndo , volando e cantando , volare nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno . Passò  , veloce senza un minimo graffio ,tirata a lucido, davanti a tutte le forze dell’ordine,  davanti al sindaco della citta , davanti alla giunta comunale , davanti al parroco senza parrucca che si cura dal meccanico,  anche lui , poiché la  sua coppa dell’olio santo a volte scorre  , ed il vin santo scende nella sua gola e lo fa canta odi ed inni in gloria del creatore . 

 

Dal tubo di scappamento  di Marilù uscivano  nuvolette bianche e pure che odoravano l’aria di mughetto.

Fu una giornata , quella,  memorabile. Unica nel suo genere una grande gioia  , la notizia corse da un punto all’altro del mondo , facendo rivoltare dalla tomba chiunque non credeva che la verità è storia o  nient’altro che una fiaba a lieto fine.   Le sue vecchie amiche del parcheggio sotto casa gli mandarono tanti messaggini sul suo nuovo contachilometri computerizzato  di felici auguri .

Ben ritornata tra noi Marilù

Grazie ragazze

Sei bellissima  

Si mi  sento bene

Come sei bella Marilù

Grazie arrossisco

Cantaci una canzone

Non posso ho il clacson ancora in rodaggio

 

La signora Mercedes , organizzò  per lei addirittura una festa di ballo in maschera , nel grande garage ove la sera ritornavano a dormire tutte l’auto del vicinato . Addobbato di luci psicodeliche, furono impiegati lunghi festoni, e cartelloni colorati con su scritto: Ben tornata tra noi Marilù.

Olio e benzina di buona qualità fù servito a volontà.

Pasticcini al petrolio , furono preparati dalla signora Renault amica del cuore di Marilù. Anche la signora Toyota si diedetanto da fare e dopo aver raccolto ,tante offerte , fece un bella sorpresa , regalando a Marilù dei nuovi tappetini

e copri sediolini in pelle di topo.  

Mai tanta grazia,  aveva provato Marilù che emozionata come non mai ,ringraziò tutti gli amici eseguendo in esclusiva per loro  un concerto con il suo nuovo  clacson  in fa minore . Facendo innamorare così un giovane Maserati con una  Fiat Panda versione  sportiva  con il   tetto apribile.

 

 

     

 

 


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