FIABA FILOSOFICA DI UN AUTOMOBILE
FIABA FILOSOFICA DI UN AUTOMOBILE
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Oggi vi voglio raccontare di quando mi sono innamorato di auto di nome Marilù . Era ella , un auto a quattro posti tutta blu , liscia, lucente che sapeva correre come nessun altra auto per le strade del mondo . Un auto, cosi non si era mai vista , da quando l’uomo aveva inventato il cavallo , Una piccola auto con una grossa antenna ,ondulante nel vento con cui si poteva captare tutte le stazioni radio del paese. Quando uscì dal ventre della grande mamma fabbrica, era cosi deliziosa che Toni il suo primo proprietario , la portò in giro facendo morire d’invidia chiunque la vedesse . Il suo clacson era un eco che risuonava nell’aria come un canto d’altri tempi , una macchina provvisto di un motore alato che la faceva andare sulle ali del vento , per strade lunghe ed inverosimile. Poiché un auto può essere , la nostra vita ed il senso che ella nasconde, conducendo chi la conduce a decantarla in una elegia di ringraziamento al costruttore. Composta di un insieme di fatti , fatta di sportelli , di vetri opachi, di tettucci apribili , dalle meravigliose e sensuali curve , capace di far girare la testa a chiunque la veda. Vi assicuro era una meraviglia nata dal peccato. L’auto nascondeva in se il senso del viaggio senza fine . Il motore di quell’auto stupenda di nome Marilù era l’amore per il prossimo , era la voglia di avventura, di andare a Kansas city con Pippo e Paperino . Era portare a spasso la propria esistenza , la dura scorza dell’esistenza , affamata di sesso, il frutto di passioni represse , di essere non essere, e non c’era nulla che potesse trattenere il respiro , pensare che la bellezza è una macchina , la logica dei fatti che la compongono emersa dalla sincronia dei sentimenti. Atti puri, pezzi metallici costruiti a tavolini , esami anatomici che circoscrivono il mezzo locomotore di una società.
Marilù era un auto turbo diesel , assai simpatica . Marilù sognava già nella pancia di mamma fabbrica di andare in africa , di andare in india , di conoscere il mondo, di partecipare come titolare di un marchio di fabbrica a delle gare automobilistiche di formule uno. E questo sogno l’accompagnò , durante la sua costruzione. Ed un operaio la baciò a lavoro finito sul vetro anteriore le sussurrò dolci parole d’amore. Comoda e veloce, prototipo di gloriose macchine turbo diesel familiari. Marilù era la quintessenza dell’esperienza ingegneristica ed informatica era un archetipo che congiunge il nesso della storia con la speranza di potere un giorno arrivare dove si desidera . Aveva due grandi fari , dolci un tantino malinconici che facevano tanta tenerezza a guardarli e ispirava una passione per il viaggiare in altre dimensioni ed in altri mondi in generale. Toni non nascose mai il suo amore per Marilù ne tanto meno provò mai a separarsi dalla sua auto ,amica e fedele compagna di tanti viaggi e gite familiari.
Ma il giorno in cui Marilù , improvvisamente incominciò a tossire a rallentare la marcia , Toni la dovete portare da un suo fidato amico meccanico. Fargli cambiare così un pezzo importarne ,quale il sistema d’iniezione del combustibile. E questo fu solo l’inizio, poiché Marilù soffrì in seguito di molti problemi meccanici. Il male di Marilù non era lei , ma il suo proprietario che non aveva badato tanto a curarla . Ed aveva sottovalutato il fatto che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. E correre può essere una bella cosa , ma portare a spasso intere famiglie , comporta fare giri intorno alla citta , andare sulla luna , sostare sui dolci promontori ad ammirare il tramonto del sole nel mare dei sogni. Ed una macchina come Marilù voleva essere amata e compresa , poiché non c’è compromesso nel mondo delle corse o si amati oppure si e lasciarti al proprio destino.
Marilu parlami d’amore
Cosa devo dirti non so parlare
se mai ti canto una bella canzone
Ecco stringimi forte non farmi sentire più solo
Andiamo a Genova
Partiamo amica mia
Ingrano la marcia partiamo subito
Fatichi ad avviarti . Ma tu non stai bene
Un po’ il carburatore , che sarà mai
E se rimaniamo sull’autostrada
Chiamiamo il mio amico carro attrezzi
Hai sempre voglia di scherzare
Scherzare mi rende triste, partire mi porta dove sogno di essere me stessa
Allora ti porto subito dal meccanico
Va bene che me frega sono bella e lo faccio con chi voglio
Sei una tipa tosta
Sono Marilù quella che c’è la blu più blu di tutte
Tu , mi turbi, mi rendi un demone al volante
La vita di Marilù non è facile da narrare , ci sono cose che è difficile elencare come la vita anche un auto muore. E la morte di un auto , nasconde in se un difetto di costruzione . Un anima , un amore da legare, dietro il paraurti e portare a spasso per il paese. Un auto può essere, questo sogno d’amore che noi inseguiamo come un guarigione improvvisa . Una lunga storia da raccontare ai posteri a memoria di un connubio tra l’ uomo ed una macchina.
Per riportarla in sesto fù necessario dunque portarla in una officina specializzata e lasciarla lì un po’ di tempo per far sì che lei guarisse dai tanti mali causati dall’usura .
Marilù dopo diverse operazioni subite, sembrò ritornare forte e veloce come un tempo. Non gli sembrò vero a Toni che tutti giorni , dopo essere ritornato da lavoro, l’andava a trovare in officina. E vederla , smontata in tanti pezzi gli metteva una profonda tristezza nell’animo . Ma la bellezza di un auto è la lunga storia di una evoluzione filosofica , industriale che lega vari ingegni e vari operai specializzati per mano , lungo la catena di montaggio. Che conduce ad una religione sostanziale del dare e l’avere che tralascia l’essere per essere una storia vera.
Cosi un bel pomeriggio d’inizio novembre . Toni ricevette la telefonata che poteva , andare a ritirare la sua compagna in officina. Toni non stava , nella pelle, avrebbe voluto apparire in televisione dare notizie della sua gioia. Cosi con tutta la sua famiglia l’ andò a ritirala personalmente organizzando , contemporaneamente un grande festa per il suo ritorno a casa. Mai amore fu cosi grande che difficile descrivere con cura tutti i pezzi mancanti , aggiustati, sistemati, un mosaico di pezzi meccanici ed ingranaggi , avevano fatto di nuovo riavviare quello splendido motore decantato da tutti i poeti d’oriente e d’occidente.
Marilù commossa, quasi pianse dalla commozione , dopo essere stata accarezzata da mille mani e baciucchiata da mille e mille labbra di giovinotti innamorati di lei . Elettrizzata , scorrazzò Toni e tutta la sua famiglia in giro per la città , correndo , volando e cantando , volare nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno . Passò , veloce senza un minimo graffio ,tirata a lucido, davanti a tutte le forze dell’ordine, davanti al sindaco della citta , davanti alla giunta comunale , davanti al parroco senza parrucca che si cura dal meccanico, anche lui , poiché la sua coppa dell’olio santo a volte scorre , ed il vin santo scende nella sua gola e lo fa canta odi ed inni in gloria del creatore .
Dal tubo di scappamento di Marilù uscivano nuvolette bianche e pure che odoravano l’aria di mughetto.
Fu una giornata , quella, memorabile. Unica nel suo genere una grande gioia , la notizia corse da un punto all’altro del mondo , facendo rivoltare dalla tomba chiunque non credeva che la verità è storia o nient’altro che una fiaba a lieto fine. Le sue vecchie amiche del parcheggio sotto casa gli mandarono tanti messaggini sul suo nuovo contachilometri computerizzato di felici auguri .
Ben ritornata tra noi Marilù
Grazie ragazze
Sei bellissima
Si mi sento bene
Come sei bella Marilù
Grazie arrossisco
Cantaci una canzone
Non posso ho il clacson ancora in rodaggio
La signora Mercedes , organizzò per lei addirittura una festa di ballo in maschera , nel grande garage ove la sera ritornavano a dormire tutte l’auto del vicinato . Addobbato di luci psicodeliche, furono impiegati lunghi festoni, e cartelloni colorati con su scritto: Ben tornata tra noi Marilù.
Olio e benzina di buona qualità fù servito a volontà.
Pasticcini al petrolio , furono preparati dalla signora Renault amica del cuore di Marilù. Anche la signora Toyota si diedetanto da fare e dopo aver raccolto ,tante offerte , fece un bella sorpresa , regalando a Marilù dei nuovi tappetini
e copri sediolini in pelle di topo.
Mai tanta grazia, aveva provato Marilù che emozionata come non mai ,ringraziò tutti gli amici eseguendo in esclusiva per loro un concerto con il suo nuovo clacson in fa minore . Facendo innamorare così un giovane Maserati con una Fiat Panda versione sportiva con il tetto apribile.