ESPANSIONI DEL NULLA
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Esce dallo sguardo
come un fiore il Nulla
di immagini ammassate ai bordi
di rovi,
spine d'un quotidiano passare.
Chiedimi come si trafigge il sole
d'un nero porto
tra sputi di mare e fiocchi d'azzurre
lacrime
crucci d'inverni
trascorsi a digiunare,
fughe e mancanze
d'un intero universo
da colmare.
Esce spaurito un respiro di vento
da lontane risacche in superficie
nel magma di incontri
di cui parlare, coincidenze.
Chiedimi dei gradini scarni
e delle pupille offuscate
da corridoi d'indecifrabile verità
accostata alle valigie dei sogni.
Esce, nuda, la parola
d'un indecifrabile silenzio,
straziato il verso
di pazze felicità.
Eppure, non si raccatta l'anima
con una manciata di soffi!