Dalla bicicletta allo Spadini
di Dan Raba'
2 min di lettura
Capitolo 4. Dalla biciletta al lavoro sociale. Io dopo la mia presenza ai Campeggi ero un membro della Cooperativa Centri Rouseau. E cominciammo a lavorare nel territorio, in scuole e centri sociali. Io ero ai tempi un attivista politico del Partito Comunista. La Coperativa era composta da comunisti e membri del partito collegato al giornale "il Manifesto". Io ero molto fiero di essere comunista, facevo parte di una forte struttura che mi indicava cosa e come fare. Io mangiavo libri, in modo disordinato e casuale, un po' su tutta l'ideologia e la storia del Comunismo internazionale. (che in realta' ero uno strumento per rafforzare l'Unione Sovietica. Un comunista anziano mi fece vedere che aveva nel suo portafoglio, sempre con se' la foto di Stalin... detto "Baffone"..... "Ha da veni' Baffone!" ( quando arrivera' Baffone mettera' ordine!). Cosi' ho avuto molte esperienze , lapiu' esaltante fu quando un ente statale mi assunse come Animatore di un Centro sociale che era in una zona povera e piena di malavitosi. Era il quartiere di Valascansa (forse non e' il nome esatto , ma era il boss dei malavitosi del quartiere. Con me insieme c'era un simpatico ragazzo allenatore di sport. (Nei Centri sociali per fare aggregazione si parte sempre dallo sport: calcio, pallacanestro, andare in piscina ect..ect..)
Io sono alto 191 cm. e ho giocato a pallacanestro da quando ne avevo 14, a quei tem dovevo avere 21/22 anni. L'essere alto mi ha sempre giovato nella vita! Ai bambini piace l'uomo alto.... cosi' io e Andrea (non ricordo il nome ma usero' questo) cominciammo a giocare nel campo di pallacanestro del quartiere.... subito intorno a noi si formo' una folla di ragazzini.... il nostro pubblico... Volevano giocare anche loro e cominciammo cosi' una frequentazione quotidiana. Giocavamo alla Comasina (il nome del quartiere) dove c'era un centro sociale chiuso. Era chiuso perche' gli animatori precedenti non erano riusciti ad avere un buon rapporto coi giovani che avevano fatto infine atti di vandalismo) Il compito mio e di Andrea era riaprire il Cento chiamato Spadini. Cominciammo a chiedere ai ragazzi cosa volevano fare e alla fine dicemmo che noi eravamo li' per riaprire loSpadini. Grande Entusiasmo di massa. C'erano anche le ragazze ovviamente, ormai tutti i ragazzi/e del quartiere ci conoscevano. Purtroppo lo Spadini era una struttura di quartiere (dette zone allora) e chi decideva non era l'ente che ci aveva assunti ma il consiglio di zona. Nel consiglio c'erano comunisti del partito comunista e extraparlamentari settari e ottusi. Insomma il consiglio di zona NON ci diede il permesso (ovviamente si trattava anche di soldi, costi di gestione) Per una diatriba tra comunisti e comunisti extra parlamentari non potemmo piu' lavorare. Questa e'una delle mie avventure come comunista dove mi rendevo conto della realta' pratica e del peso che avevano leaders locali. Una bella delusione