Aprile
di Amelia
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Improvvisamente
il tempo torna indietro.
Come fa a succedere ogni volta?
È un vortice che mi aspira,
un buco nero che mi attira.
Non riesco mai ad evitarlo,
lo conosco e non posso allontanarmi.
Perché?
Sono lì, ho 22 anni
e rientro in una casa vuota.
Non so quanti giorni sono passati,
forse quattro.
Una settimana fa eri qui con me.
Con le tue necessità e il tuo amore.
Con le tue sofferenze e i tuoi abbracci.
Ti ricordi quella sera, sul divano?
Mi hai stretto tra le tue braccia come un neonato.
Non lo facevamo da anni.
Mi sono sentita nuovamente la tua piccola bambina da proteggere.
Mi hai ancora una volta
riempito d'amore.
Fu il tuo ultimo abbraccio.
E quando mi hai lasciato,
lo ricordo bene,
sono scivolata spalle al muro,
sino a terra, dicendo che avevo ancora
bisogno di te.
Dannazione,
quanto ancora avevo bisogno di te!
Da quel momento preciso, ero sola.
Da quel momento avevo una vita
davanti a me, tutta da costruire.
Ero un ramo privato dell'albero.
Non avevo idea di dove andare.
Smarrita, sola.
Provo ancora tutto questo,
sono quella ragazza di
poco più di vent'anni,
ogni anno.
E credo lo sarò per sempre,
perché il mio tempo
si è fermato lì, con te.