Ottobre 2025.
In una stanza d’ospedale, la numero 11 del reparto trapianti del Sant’Orsola di Bologna, un uomo inizia a scrivere.
È il settimo giorno dopo un trapianto di rene, ma è anche il primo della sua “terza vita”.
In bilico tra la speranza e la paura, tra la rinascita e il timore di ricadere, Giovanni racconta il tempo sospeso della degenza, trasformando il dolore in parola, l’attesa in poesia, la fragilità in consapevolezza.
Il diario si snoda per venti giorni, tra visite mediche, silenzi, sogni, ricordi e presenze che illuminano la stanza: Bubys, compagna forte e stanca; Sara, alter ego immaginario e simbolo di leggerezza; la macchina della dialisi, da nemica a compagna silenziosa; e la stanza 11, che da luogo di cura diventa spazio simbolico di metamorfosi.
Con uno stile intimo, Diario della Risurrezione è una testimonianza autentica e universale sulla rinascita, sul corpo che cambia, sul tempo che si dilata, sull’amore che resta.
Un inno alla vita fragile e potente, scritto con la grazia di chi ha imparato a respirare di nuovo.