Vai al contenuto

Poesia0 capitoli

La notte in questione

Introduzione

Le luci nel panorama e la mia forzata inibizione nel tirar fuori qualcosa di bello quasi di magico,da tutte le incomprensioni odierne che mi circondano come una nuvola da tre settimane orsono.

Mai come ora ho provato, da quando ho capito di provare qualcosa, così tanto caos.

Un caos luminoso, che riempie le mie notti come per gli altri, il mischiarsi con gli altri stessi, e guardo le stelle da sotto un portico, che metafora esilarante. La realtà è ben diversa da come si mostra nello specchio, ma da quassù, il laggiù in lontananza sembra quasi calmo e bello, quando è più brutto da vicino.


Il chiacchiericcio delle cicale, mi impedisce di sentire i miei pensieri, chissà che pensieri poi. Sono le 10 di sera e qui è come una ruota, un cerchio infinito senza la minima inibizione terrena che vi circonda.


Guardare in lontananza può essere magico per chi se ne accorge, ma la mia giovanile metafisica mi impedisce di vivere il momento, e quando ci provo e ci metto tutta me stessa, le lancette si spezzano, il tempo si ferma e nessuno ha più un'età. Eppure nell'aria c'è quel brio che illuminerebbe gli occhi dell'uomo più sfinito sulla terra.


Trova in te stesso la felicità e dipendi da te stesso per i successivi riferimenti, noi e la nostra ruota di auto abuso, come se ci piacesse essere la nostra stessa fonte di inquietudine e insicurezza, abbia questa tossina iscritta nel codice genetico.

Non mi tocca finché non disturba il mio quieto vivere.


La cosiddetta decadenza dei principi morali è all'ordine del giorno, anche se ancora troppa gente ha paura di essere se stessa, coloro con la mia più grande paura, morire non sbocciati.


Finalmente insorgono le stelle, che mi distraggono dal mio fumare accanito, donandomi un'oasi di pace. Rimango sotto al portico ma mi affaccio, come per dare un'occhiata al mondo, perché anche se il nostro non è il migliore dei mondi possibili, non ha senso dimenticarsi di vivere.

Alcuni aerei mi sorpassano la testa; beati colore che, come me ora, non fanno parte del mondo, ma lo stanno ad osservare.


Dopo una notte di stelle cadenti e una lite intrafamiliare, il cielo si ingrigisce, obbligandomi a guardare di nuovo lontano, verso le luci ormai spente che mi avvolgono in un grigio ancor peggiore.

Ora è come se il mondo fosse uno schermo, non se ne percepisce la profondità. 

Oltre la siepe, si distendono montagne e alte colline, per arrivare alle pianure che sembrano avere un'innata indifferenza per il nuovo.

In una giornata grigia perdiamo freschezza e non siamo un tulipano che rinasce a primavera.


Indice

Ancora nessun capitolo

Questo testo non ha ancora capitoli. Segui billy.ssballo@gmail.com per sapere quando ne pubblica uno.